Cultura

I presepi viventi e le parole del Papa

Il presepio vivente di Genga

Il presepio vivente di Genga


La suggestione dei presepi viventi a Precicchie, a Genga e a Coldellanoce, che in questi giorni di festività ha attirato migliaia di persone, tra cui una folta rappresentanza di turisti, ci propone un’altra versione rispetto al Natale più consueto. Non quella della festa mercenaria, ma il cuore di una rappresentazione sacra vista dal vivo, ricreata esattamente come duemila anni fa. La riproduzione, se così possiamo definirla, risulta spettacolare e dà più slancio ad ogni fedele. Precicchie, Genga e Coldellanoce si calano nel tempo, nella scenario dei borghi antichi, della mangiatoia, restituendo un fascino che non morirà mai. Il presepe vivente di Genga è, per estensione, il più grande al mondo, coprendo una superficie di 30.000 metri quadrati all’interno della Gola di Frasassi. Si registra la viva partecipazione di trecento figuranti impegnati a far rivivere il sentiero che porta alla Natività con i pastori e i pescatori, i contadini e coloro che si avviano alla contemplazione dell’evento. Una volta giunti alla grotta naturale del Santuario di Frasassi  troviamo esperti artigiani: falegnami, fabbri, cestai, fornai, calzolai, scultori, vasai, ricamatrici e tessitrici tutti con gli antichi strumenti della loro arte. Il presepe vivente di Genga, in trent’anni, è stato visitato da quasi quattromila persone. Non è da meno la cornice del castello medievale di Precicchie, dove emerge anche la macina a pietra e il percorso tra le viuzze del borgo animato dal mercato e dal lavoro di chi svolge il mestiere di sempre, come ad esempio il panettiere. Presepio vivente anche a Coldellanoce, che vanta figuranti come il fabbro, il falegname, il pastore: tutto il paese è impegnato in una sorta di teatro all’aperto. Riprendiamo le parole di Papa Francesco, così significative: “ll presepe ci ricorda che Dio, per la sua grande misericordia, è disceso verso di noi per rimanere stabilmente con noi. Egli non si impone mai con la forza. Per salvarci, non ha cambiato la storia compiendo un miracolo grandioso. È invece venuto in tutta semplicità, umiltà, mitezza”. Aggiunge il pontefice: “Dio non ama le imponenti rivoluzioni dei potenti della storia e non utilizza la bacchetta magica per cambiare le situazioni. Si fa invece piccolo, bambino, per attirarci con amore, per toccare i nostri cuori con la sua bontà, per scuotere, con la sua povertà, quanti si affannano ad accumulare i falsi tesori di questo mondo”. I presepi viventi sono la dimostrazione più vera della parola di Bergoglio.