Dialogo

Un progetto carta

Dire Fabriano ha significato nei secoli dire carta e viceversa.

La carta e la filigrana artistica sono state un tratto distintivo della creatività fabrianese, della maestria e della esperienza storica cittadina. Rappresentano insieme un bene peculiare del nostro patrimonio materiale. 

Una saggistica specializzata e un circuito culturalefatto di studiosi di elevato livello, anche internazionale, hanno prodotto una vasta letteratura che trova spiegazione nel particolare valore attribuito alla carta e alle sue forme nello sviluppo della civiltà europea.

Ma oggi possiamo ancora affermare che Fabriano è la carta? che la carta ha un'indiscussa centralità nella vita, nella cultura e nell'economia fabrianese? 

La crisi generalizzata, non certo tranquillizzante, che la città sta sopportando. Le stesse vicissitudini che da tempo stanno accompagnando il cammino delle Cartiere (qualcuno si ostina ancora a chiamarle Miliani) dovute alla gestione e/o alla titolarità non stanno per caso appannando tale immagine?

A fronte di tutto ciò, nel panorama pubblicistico cittadino si affacciano di frequente riflessioni e sollecitazioni per ribadire la funzione di elemento propulsore della carta. E in aggiunta idee e proposte per rilanciarne un ruolo più significativo e innovativo dettato dalle attuali tecnologie digitali negli illimitati sbocchi merceologici offerti dalla vita contemporanea,tanto più nel quadro delle pesanti criticità di cui soffre la città.

Un dibattito che suscita interesse, che presenta a volte acute osservazioni, per le implicazioni a tutto campo di cui si nutre, che coinvolge gruppi associativi, forze politiche, l'amministrazione. Ma che, con il dovuto rispetto, rischia, a nostro giudizio, di essere un esercizio sterile e privo di sbocchi immediati senza adeguati supporti istituzionali. 

In tale contesto, pur apprezzabile, il Gruppo consiliare facente capo all'Associazione Fabriano Progressista ha assunto l'iniziativa politica di sottoporreall'attenzione del Consiglio comunale uno specifico ordine del giorno sulla carta. 

Il testo depositato, che si spera di discutere in tempi brevi, richiama nella sua premessa i passaggi storici che hanno scandito lo sviluppo della produzione cartaria e del suo commercio. 

Proprio grazie ad una abile e innovativa svolta tecnologica e alla capacità dei suoi artigiani la carta ha contribuito in modo decisivo, a determinare nel Medioevo e nei secoli successivi, la ricchezza e la potenza prima e quindi la notorietà di Fabriano.

Che dire poi dell'intuito delle maestranze fabrianesi nel percepire le potenzialità dei segni della carta (nel lessico moderno la filigrana)? Da marchi di identificazione del produttore a segni specifici della qualità del manufatto, da oggetto di raffinate esecuzioni artistiche a mezzo antifrode e modalità per garantire l'affidabilità di banconote e carte valori.

Ed ancora il rilancio della carta, dopo un contingente periodo di decadenza, ad opera di una famiglia di lungimiranti artigiani-imprenditori, i Miliani. Il capostipite Pietro, in seguito il nipote Giuseppe e il figlio di questi Giambattista, senatore del Regno, ne svilupparono la fabbricazione, ampliando le applicazioni e lasciando in eredità tecniche e conoscenze ai nuovi soggetti titolari delle Cartiere succedutisi fino ai nostri giorni.

Abbiamo ricordato, inoltre, gli interpreti, a diverso titolo, delle tradizioni e della cultura legate alla carta e alla filigrana e il cospicuo patrimonio materiale e archivistico esistente. Solo per fare degli esempi l'attuale Pia Università dei Cartai continuatrice dell'antica corporazione medievale, i fratelli Zonghi  inventori per così dire della moderna scienza della filigranologia, il Museo della carta e della filigrana custode e depositario di tecniche e attrezzature, l'Istocarta autorevole divulgatore delle scienze cartarie e attuale titolare di una collezione unica al mondo "le antiche cartefabrianesi". 

Un excursus volutamente breve per ripensare tasselli della nostra storia, ben più articolata; per rinforzare la memoria in una fase, quella attuale, in cui il presente la fa troppo spesso da padrone.

Perchè questo ordine del giorno da parte dell'Associazione Fabriano Progressista? Quali gli obiettivi? Un ordine del giorno che individua un percorso apparentemente a breve, ma che, riteniamo, possa in prospettiva rappresentare un moltiplicatore di opportunità e di occasioni.

Un ordine del giorno che, speriamo, condiviso e approvato dal Consiglio comunale tutto, invoca,analogamente a quanto avviene altrove, una legge regionale tesa a riconoscere la carta e la filigrana artistica, nel loro insieme, come un "bene distintivo" di Fabriano e della Regione Marche, in Europa e nel mondo. Nello stesso tempo a valorizzarne la specificità, sostenendo con interventi finanziari iniziative locali indirizzate direttamente o indirettamente alla loro diffusione.  

E ci spieghiamo meglio. Non ci troviamo di fronte a richieste stravaganti o volgarmente campanilistiche. 

Nel parlare di analogia vogliamo riferirci alle giustificate ragioniche hanno indottoil legislatore regionale,prevedendo anche finanziamenti al riguardo, a riconoscere con apposito provvedimento, rispettivamente la fisarmonica per Castelfidardo e la fotografia per Senigallia, espressioni caratteristiche, identitarie non solo di quelle città, ma anche regionali. 

Fabriano, con fondate motivazioni, può rivendicare per se stessa nei confronti del Consiglio regionale quanto disposto per quei centri marchigiani. Un atto legislativo, cioè, che definisca la carta e la filigranaprodotto materiale e bene culturale insieme, segno peculiare della identità fabrianese, sinonimo della inventiva, della cultura e della maestria marchigiana, deposito di civilizzazione e di sviluppo dell'umanità e che assicuririsorse finanziarie dirette alla loro conservazione e sviluppo. 

Il riconoscimento regionale può essere la base su cui sollecitare la ricerca, incentivare la creazione o il sostegno di botteghe artigiane, organizzare eventi, manifestazioni, convegni e seminari, istituire centri permanenti per la formazione di figure professionali di alto profilo a rischio scomparsa. E tanto altro si potrebbe aggiungere.

L'amministrazione comunale, inoltre, deputata alla selezione e al coordinamento di tali interventi ai fini dell'erogazione dei finanziamenti dovrebbe avvalersi del Museo della carta e filigrana, che, rivisitato negli organismi di direzione e dotato di un

qualificato comitato tecnico-scientifico, diverrebbe il luogo privilegiato ove verificare la bontà dei progetti e la fattibilità delle proposte.

Non si può trascurare, infine, che un formale atto regionale rappresenta nello stesso tempo un essenziale avvio per attivare la procedura presso l'Unesco per il riconoscimento della fabbricazione della carta e della filigrana come "bene immateriale dell'umanità". Una carta in più da giocare, in tutti i sensi, sociale, istituzionale, culturale, economico e turistico, per dare lustro e risonanza, unitamente allo status già consolidato di Città creativa Unesco, a Fabriano.

 

                                                                                   Lista Vinicio Arteconi,


                                                                      Associazione Fabriano Progressista