Cronaca

Caritas, numeri allarmanti

Il direttore don Marco Strona

Il direttore don Marco Strona

Sul tema povertà la Caritas è sempre in prima linea nel monitorare una situazione dai risvolti pesanti. I dati sulla disoccupazione a Fabriano preoccupano, lo confermano le cifre. Il numero degli interventi «continua a crescere e questo è un fatto preoccupante». A parlare è il direttore della Caritas Diocesana, don Marco Strona. «Dal 1° gennaio di quest’anno fino a oggi, in 1217 sono stati il numero degli interventi effettuati, ci riferisce il direttore.  Di questi, gli italiani sono 446, quasi il 50 per cento».
Numeri allarmanti che riguardano solo la Caritas, a cui andrebbero aggiunti quelli delle altre associazioni fabrianesi che operano nell’ambito della carità e prossimità.
Alla richiesta d’aiuto, la Caritas risponde in due modi. Con il sostegno morale e spirituale e con quello materiale, cercando di coinvolgere le altre associazioni e istituzioni.
Un ruolo fondamentale è svolto dai centri d’ascolto, ovvero i luoghi preposti al dialogo, al discernimento e all’accompagnamento concreto. “Nella nostra diocesi – prosegue don Marco - i numeri di questi centri ammonta a 7: 3 a Fabriano, 2 a Matelica, 1 a Cerreto d’Esi e 1 a Sassoferrato/Genga.
La distribuzione di indumenti, invece, viene effettuata nei tre centri principali delle Vicarie. Ovviamente poi anche le singole Caritas parrocchiali svolgono il loro prezioso e continuo lavoro, attraverso i tanti volontari.
Per cercare di lavorare sempre più in sinergia con le altre associazioni e istituzioni, la Caritas cerca di mantenere un dialogo continuo, per confrontarsi soprattutto sulle situazioni di maggior rilievo del territorio, e cercare di trovare delle soluzioni, per quanto possibile, a lunga durata”.
Durante l’estate le attività Caritas proseguono come sempre, sia nei centri di ascolto che nella distribuzione: “In particolare – conclude il direttore - cerchiamo di programmare le attività del prossimo anno, sia per quanto riguarda i corsi di formazione, sia per quanto riguarda la logistica.
Molti sono i volontari che, negli ultimi mesi, hanno chiesto di potersi mettere a disposizione nei diversi centri. Volontari di diverse nazionalità e culture che, in nome della carità, lavorano insieme per dare, nel loro piccolo, un segno di speranza alla città e al mondo intero”.