Cronaca

Come essere creativi digitali

Il gruppo delle persone coinvolte nel progetto

Il gruppo delle persone coinvolte nel progetto

Un progetto di comunicazione e didattica museale innovativo tra scuola, museo e radio. “Creativi digitali” non è uno slogan ma un’iniziativa concreta che ha visto impegnati diciotto bambini della scuola primaria Mancini di Fabriano con un obiettivo singolare: raccontare la Pinacoteca Molajoli di Fabriano ai loro coetanei per farli appassionare del museo, del proprio territorio e dell’arte, utilizzando strumenti digitali.
Idea ambiziosa subito tramutata in un progetto a quattro mani, che ha visto collaborare la IV B della scuola Mancini - Istituto comprensivo “Aldo Moro”, la Pinacoteca civica “Bruno Molajoli”, Radio Gold e Archeomega soc. coop, presentata nei giorni scorsi presso la Pinacoteca Molajoli. 
Creativi digitali nasce dalla volontà di educare in maniera partecipativa al patrimonio e all’arte, attraverso la conoscenza e la passione per il proprio territorio, e dall’esigenza di utilizzare il digitale come strumento didattico di inclusione, dentro e fuori la scuola. Il progetto che inizialmente costituisce la risposta al bisogno di un’alunna diversamente abile, ovvero imparare a scrivere al Pc, diviene occasione formativa per favorire la pedagogia dell’inclusione nella classe intera e, contemporaneamente, offre spunti di riflessione per la realizzazione effettiva di una cittadinanza attiva e consapevole.
Da qui l’idea di rendere i bambini protagonisti della narrazione museale loro rivolta: impegno affrontato con entusiasmo, interesse e grande serietà da tutti gli alunni coinvolti.?L’utilizzo della lezione top down, partendo dagli interessi degli studenti , la scelta del cooperative learning e della didattica laboratoriale, come metodologie privilegiate nelle fasi realizzative rendono gli alunni costruttori del proprio sapere e della propria competenza, concretizzando la loro effettiva centralità nel processo di apprendimento.
Un’idea inoltre, che ribalta la prospettiva di comunicazione museale tradizionale, in cui è il museo a proporre contenuti e modalità calibrati per i più piccoli visitatori: in questo caso sono i bambini a rivolgersi direttamente ai bambini, con la mediazione del museo.
Il progetto si è sviluppato in tre fasi, nel corso delle quali i vari soggetti coinvolti hanno costantemente interagito e collaborato.?La classe ha svolto una prima visita propedeutica della Pinacoteca, in cui ha potuto prendere coscienza della realtà museale e delle sue collezioni; sulla base delle impressioni raccolte e cercando di rispettare una certa congruità nel percorso di visita, sono state selezionate le quattro opere della collezione storica che sarebbero divenute oggetto di approfondimento e narrazione. É seguita una seconda visita al museo in cui i bambini sono stati invitati a scrivere le loro domande e curiosità circa le opere scelte, che solo successivamente sono state illustrate in maniera più esaustiva dalle guide della Pinacoteca, affrontando gli aspetti tecnici, iconografici, storici e stilistici.
La seconda fase del progetto si è svolta a scuola, dove gli alunni sono stati divisi in gruppi corrispondenti alle opere da prendere in considerazione: insieme alle insegnanti e alle educatrici museali di Archeomega, le domande proposte dai bambini in museo sono state rianalizzate e rivisitate in forma testuale direttamente dagli alunni. I testi sono stati poi nuovamente rielaborati dai bambini in classe, secondo un approccio più emotivo ed un linguaggio più colloquiale, per poi essere trascritti da loro al computer.
L’auspicio condiviso è che “Creativi digitali” rappresenti un progetto pilota di comunicazione museale basata su un approccio didattico partecipativo, adottato con la convinzione che si tratta di un’esperienza replicabile nelle modalità e nei contenuti.?Il progetto inoltre è stato seguito anche da parte di una laureanda in Scienze della Formazione Primaria presso l’Università di Macerata, e tirocinante presso la classe IV B della scuola Mancini, Giorgia Spinaci, che ha utilizzato questa esperienza per il proprio progetto di tesi, in cui ne tratterà lo sviluppo e la metodologia.