Cronaca

Ex UniFabriano, un progetto per il rilancio?

L'edificio dell'ex UniFabriano in via don Riganelli

L'edificio dell'ex UniFabriano in via don Riganelli

Si ritorna a parlare di UniFabriano. Da quasi quattro anni l’ex struttura universitaria, dopo la messa in liquidazione nel 2014, si trova in uno stato di progressivo abbandono, anche se negli ultimi due anni è intervenuto il fiduciario dell’Ente Nazionale Cellulosa e Carta, Ettore Carmenati a curare la manutenzione interna ed esterna, cercando di tamponare una situazione di incuria spaventoso. Un edificio fantasma, non più occupato da studenti di ingegneria che trovavano subito il posto di lavoro, ma ben presto solo da piccioni, in cerca di riparo, approfittando di qualche vetro rotto. Nel frattempo l’Ente di Roma ha cercato di trovare acquirenti, per vendere l’immobile, ma l’offerta provata sui soli macchinari a suo tempo fatta da alcuni tecnici della Bolivia per l’Università sudamericana, non è stata ritenuta congrua e l’affare è sfumato. Ora si torna a lavorare per un progetto concreto, tramite l’emissione di un bando in cui riemerge la volontà di vendita degli spazi di via don Riganelli, visto che questo di Fabriano resta l’unico prototipo in tutta Italia di una macchina in piano all’interno di una cartiera didattica. Una chicca autentica, un patrimonio unico, come il corso di laurea in Ingegneria Cartaria lasciato morire senza troppe remore. Qualcosa quindi si sta muovendo nel territorio, quasi un’ulteriore possibilità di costituire un altro consorzio, magari coordinato dall’amministrazione comunale per salvare l’intera struttura, darle nuova dignità e farla rivivere. Si parla di un possibile master di formazione in campo cartario, anche perché rappresenterebbe una primizia, tenuto conto che formazione cartaria a 360° gradi non si fa più né a Lucca, né a Verona. E Fabriano potrebbe tornare legittimamente ad esercitare una meritata leadership. Con il convinto supporto di partner industriali che questa volta dovranno mettere da parte propositi autoreferenziali e logiche individualistiche, puntando sulla forza dell’unità di intenti creando un polo realmente attrattivo e dalla valenza didattica esclusiva e d’eccellenza. Si tratterebbe di un immobile di oltre 6.000 mq., con oltre 1,5 ettari di terreno, dotato di laboratori, aule ed attrezzature con ben 32 stanze e due mini appartamenti: sarebbe davvero un peccato lasciarlo scivolare così nel totale isolamento, pur in una manutenzione garantita, senza una prospettiva legata ad una vocazione storica che ci ha resi famosi in tutto il mondo.
 
Carlo Cammoranesi