Cultura

Un nuovo corso per operatori culturali

Un incontro svoltosi l'anno scorso

Un incontro svoltosi l'anno scorso

Sabato 1° dicembre si è conclusa, con un’interessantissima lezione di Madre Battista, già Badessa, per molti anni, del Monastero femminile benedettino di San Luca, la prima parte del terzo corso di formazione per operatori volontari dei beni culturali ecclesiastici, dal tema: ”Il territorio fabrianese: terra dei santi, degli artisti e dei mastri cartai”. La seconda parte riprenderà martedì 15 gennaio alle ore 16 con una lezione su: Santa Maria Maddalena e la Pia Università dei cartai tra arte e storia, che sarà tenuta dal dott. Francesco Fantini, presso il Teatro della parrocchia di San Giuseppe Lavoratore, lezione a cui seguirà la visita guidata alla chiesa di Santa Maria Maddalena. Seguiranno altri incontri previsti per giovedì 17, giovedì 24 e sabato 26 gennaio, rispettivamente con Arianna Bardelli, Lucia Panetti, don Alfredo Zuccatosta. Il corso, organizzato dalla Diocesi di Fabriano-Matelica e dall’Associazione FaberArtis, con il patrocinio del Comune di Fabriano e il sostegno della Conferenza Episcopale Italiana, ha visto, nella sua prima parte, la partecipazione di più di 100 persone, tra cui molti giovani, che hanno frequentato le lezioni con interesse e assiduità. Di grande importanza e interesse sono state le lezioni tenute dal nostro autorevole monaco silvestrino, don Ugo Paoli, presente al Corso insieme al già Priore, don Lorenzo Sena e all’attuale  Priore di San Silvestro, don Vincenzo Bracci e quella del monaco camaldolese, don Cesare Bovinelli, noto studioso della spiritualità monastica e bibliotecario di Fonte Avellana, sull’importante influenza esercitata sulla nostra città e sul nostro territorio dal cristianesimo, attraverso il monachesimo benedettino e le ramificazioni riformate, che da esso sono derivate, con le congregazioni benedettina-camaldolese e benedettina-silvestrina. I relatori hanno mostrato, con interventi di altissimo profilo storico-culturale, come  Benedetto, Romualdo e Silvestro hanno permeato la nostra terra della loro spiritualità ed evidenziato come questi Santi siano stati anche veicoli di importanti modelli culturali, architettonici, artistici,  economici e sociali, costituendo, quindi, un ruolo importante ai fini della riscoperta delle nostre radici e della nostra identità storico-culturale. Di grandissimo interesse è stata anche la bellissima lezione della prof.ssa Mirella Cuppoletti, docente di storia e filosofia presso il nostro Liceo Scientifico, sulla storia del monachesimo femminile nel nostro territorio. Una storia, estremamente complessa e articolata, costruita dal basso ad opera di donne del nostro territorio, “un processo aperto di strutture instabili” sempre vissuto in un confronto costante con le vicende storiche della società del tempo. Concetto ribadito magistralmente  da Madre Battista, nel monastero di San Luca, che ha posto in risalto, nella lettura anche dell’architettura e delle opere presenti nel monastero e nella sua chiesa, come il monastero femminile sia stato, soprattutto  nel  momento di risveglio  artistico e culturale e di riassetto urbanistico, fra ‘500 e primi del ‘600 vivacemente inserito nella sensibilità dinamica culturale e sociale della città. Altrettanto importanti ed interessanti sono state le belle relazioni delle due giovani storiche dell’arte Arianna Bardelli e Lucia Panetti, che hanno posto in risalto lo splendore delle abbazie di San Vittore delle Chiuse di Genga e di Santa Croce dei Conti Atti di Sassoferrato, eccellenti testimonianze del romanico marchigiano. Di grandissimo interesse e molto frequentate  sono state, infine, le visite, molto bene guidate dal dott. Paolo Lodovici, alle chiese dei Ss.Biagio e Romualdo e di San Benedetto. In conclusione si può dire che gli obiettivi per i quali si sta lavorando, si stanno raggiungendo. Obiettivo primario del Corso è, infatti, quello di favorire  la valorizzazione del patrimonio storico-culturale, artistico, architettonico, paesaggistico, attraverso anche itinerari, caratterizzati da percorsi in chiese, oratori e luoghi di pregevole fattura architettonica, impreziositi da affreschi, sculture e decorazioni, tutti legati o riconducibili all’opera e ai percorsi di vita e di fede di santi come Benedetto, Francesco, Romualdo, e Silvestro. Altro importante obiettivo  è, inoltre, quello di “lavorare per i giovani e con i giovani”, in collaborazione con le istituzioni scolastiche del nostro territorio, creando insieme ai giovani  progetti volti a favorire non solo la conoscenza  e la coscienza  dei beni culturali che sono nelle nostre chiese, ma anche volti ad orientare e indirizzare, attraverso la conoscenza e la valorizzazione dei beni culturali e artistici ecclesiastici, i giovani stessi al lavoro. L’intento degli organizzatori, infatti, non è assolutamente quello di far sì che i volontari per i beni culturali ecclesiastici sostituiscano coloro che operano nel settore; al contrario, l’intento è quello di sostenerli e incoraggiarli, valorizzando i luoghi di culto, con i loro tesori, aprendoli al territorio e a tutti coloro che desiderano visitarli e ponendo in risalto la specificità degli stessi, nei quali è necessario sì cogliere il loro valore estetico, ma anche la loro funzione di annuncio del messaggio cristiano.