Cultura

Luoghi e nonluoghi fabrianesi

L'interno degli ex Magazzini Latini

L'interno degli ex Magazzini Latini

Gli ex Magazzini Latini hanno aperto uno spiraglio non solo per il commercio locale, ma anche come momento di coesione cittadina. Il fine settimana è stato affollato da persone curiose di visitare questa struttura che ha riaperto i battenti, con due negozi letteralmente presi d’assalto, stando a quanto riferisce la proprietà e a quanto era ben visibile. Si riempie il primo piano dello stabile, ma si affolla di persone anche il centro storico. Un tuffo nella nostalgia, negli anni d’oro del commercio cittadino, nei luoghi d’incontro tra fabrianesi. Gli ex Magazzini Latini sono un modo per allontanare quel concetto di nonluogo (Marc Augé) in contrapposizione al luogo antropologico, spazio che ha la prerogativa di non essere relazionale e storico. Leggo testualmente che fanno parte dei nonluoghi sia le strutture necessarie per la circolazione accelerata delle persone e dei beni (autostrade, svincoli e aeroporti), sia i mezzi di trasporto, i grandi centri commerciali, gli outlet, i campi profughi, le sale d’aspetto, gli ascensori ecc. Spazi in cui milioni di individualità si incrociano sospinti o dal desiderio frenetico di consumare, o di accelerare le operazioni quotidiane, o come porta di accesso ad un cambiamento (reale o simbolico). I nonluoghi sono prodotti della società della cosiddetta surmodernità, incapace di integrare in sé i luoghi storici confinandoli e banalizzandoli in posizioni limitate e circoscritte alla stregua di oggetti. Gli ex Magazzini Latini sono l’opportunità per recuperare appunto il luogo, la convivialità, la solidarietà tra cittadini che non solo acquistano merce, ma si relazionano come negli anni Settanta, Ottanta e Novanta. Luogo e fulcro di un gruppo sociale che nasce dalla volontà dell’individuo, dal ritrovare il piacere di frequentare la propria città, di intrattenersi nei posti identitari come lo erano un tempo. Immaginiamo una socialità più ricca e intensa per una maggiore fiducia nel futuro, così da costruire e vivere una Fabriano pubblica in cui riassumere la centralità del moderno welfare. Qualcuno parla di città diffusa, sia a livello spaziale che funzionale, formatasi attorno ai borghi storici divenuti quartieri: una "città dei significati" da rigenerare. Tessuti da ammodernare attraverso la gestione qualitativa dell’esistente (gli ex Magazzini Latini vanno proprio in questa direzione). In un contesto più ampio possiamo intravedere un'opportunità che l’amministrazione comunale dovrà elaborare all’interno di un percorso partecipato e verificando lo stato dell’arte della città e dei suoi servizi.